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FAQ della Linea795® - DOMANDE E RISPOSTE
La realtà applicativa pone, in molti casi, problemi che non trovano immediato riscontro nella normativa di riferimento. In questa pagina, anche attraverso il contributo delle Vostre domande, si cerca di fornire risposte ai problemi che si devono affrontare per passare dalla teoria alla realizzazione pratica.

per ulteriori quesiti alla nostra unità tecnica: NUOVO QUESITO

Categorie delle FAQ

- generali
- ancoraggi A1
- ancoraggi A2
- linee in classe C
- elaborato tecnico della copertura
- certificazione
- funi delle linee vita
- effetto pendolo

- collaudo degli ancoraggi
- marcatura e cartellonistica

 

FAQ GENERALI

E' obbligatoria l'installazione degli impianti anticaduta UNI EN 795 ?
Fino all'entrata in vigore del Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro (D.L.vo 81/2008) il quadro legislativo lasciava ombre interpretative e dava spazio a leggi e regolamenti regionali, provinciali e locali. Adesso l'art.115 chiarisce che gli impianti anticaduta dalle coperture da utilizzare con DPI sono obbligatori in assenza di dispositivi di protezione collettiva.

Ma cosa vuol dire installazione obbligatoria ?
Se devo fare manutenzioni che richiedono l'accesso alla copertura non posso salire se non in presenza dell'impianto. Quindi se non faccio alcun intervento e non devo salire in copertura non sono obbligato ad installarlo subito.

Ma allora perchè installazione obbligatoria ?
Sia le norme regionali di alcune regioni, sia le provinciali che le locali, obbligano in caso di interventi edilizi che eccedono la manutenzione ordinaria ad installare questi impianti. Quindi anche se per l'intervento sto utilizzando opere provvisionali e quindi di protezione collettiva, se il mio intervento supera la manutenzione straordinaria quando lascio la copertura ci deve essere installato l'impianto anticaduta. L'obbligatorietà deriva anche dal fascicolo di manutenzione dell'opera ex D.L.vo 81/2008.

Ma io non voglio forare la copertura, ho paura delle infiltrazioni e dei ponti termici !
La normativa richiede che i fissaggi siano "strutturali" e quindi è difficile ancorarsi in modo da potere resistere alle sollecitazioni trasmesse dagli ancoraggi senza forare la copertura per raggiungere gli elementi strutturali.
Per i ponti termici si possono adottare particolari procedure e coibentazioni che limitano il ponte - tra breve saranno disponibili dei componenti ad hoc - mentre le prove effettuate dimostrano che non è possibile aggraffarsi sui rivestimenti in lamiera e garantire i carichi normativi.
Per ridurre i rischi relativi alle infiltrazioni possono essere adottati componenti a ridotta invasività (A1PNL - A2PNL) e utilizzati gli appositi collari inox che devono essere sigillati con prodotti a base poliuretanica specifici per lamiera. Non devono essere assolutamente utilizzati prodotti siliconici.

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ancoraggi A1

Posso utilizzare un ancoraggio in classe A1 per collegare un terminale di una linea in classe C ?

La norma UNI EN 795:2002 prevede caratteristiche diverse per gli ancoraggi in classe A1 rispetto agli ancoraggi strutturali di una linea in classe C. Mentre per le linee in classe A1 è prevista un resistenza in opera di 600 kg in tutte le direzioni di tiro, gli ancoraggi strutturali in classe C devono essere dimensionati per sollecitazioni pari al doppio dell'azione trasmessa dalla fune. Tali azioni, in caso di caduta di 1 operatore raggiungono mediamente, se non smorzate o ridotte, i 1600 kg, pertanto un ancoraggio in classe A1 non può essere utilizzato per il collegamento della fune.

Posso utilizzare un ancoraggio in classe A1 per collegare una linea di accesso ?
La linea di accesso in questo caso assolve una funzione di guida e l'operatore deve essere contemporaneamente vincolato ad un ancoraggio A1 o A2. Quindi sotto queste condizioni la linea di accesso può essere intestata su un punto in classe A1.

Posso utilizzare un ancoraggio strutturale come punto A1 o A2 ?
Le caratteristiche prestazionali di un ancoraggio per linee in classe C, sia intermedio che di estremità, sono generalmente superiori a quelle degli ancoraggi in classe A1 e A2.
Se il punto di ancoraggio è meccanicamente idoneo, l'ancoraggio strutturale è considerabile come punto A1 o A2.

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ancoraggi A2

Posso utilizzare un ancoraggio in classe A2 per collegare un terminale di una linea in classe C ?

La norma UNI EN 795:2002 prevede caratteristiche diverse per gli ancoraggi in classe A2 rispetto agli ancoraggi strutturali di una linea in classe C. Mentre per le linee in classe A2 è prevista un resistenza in opera di 600 kg in tutte le direzioni di tiro, gli ancoraggi strutturali in classe C devono essere dimensionati per sollecitazioni pari al doppio dell'azione trasmessa dalla fune. Tali azioni, in caso di caduta di 1 operatore raggiungono mediamente, se non smorzate o ridotte, i 1600 kg, pertanto un ancoraggio in classe A2 non può essere utilizzato per il collegamento della fune.

Posso utilizzare un ancoraggio in classe A2 per collegare una linea di accesso ?
La linea di accesso in questo caso assolve una funzione di guida e l'operatore deve essere contemporaneamente vincolato ad un ancoraggio A1 o A2. Quindi sotto queste condizioni la linea di accesso può essere intestata su un punto in classe A2 purchè la direzione di tiro sia corretta. 

Posso utilizzare un ancoraggio in classe A2 per limitare l'effetto pendolo ?
Nel momento in cui l'ancoraggio interviene la direzione di tiro non solo non è definibile ma cambia creando una sollecitazione affaticante per l'ancoraggio. Non è quindi ammesso utilizzare ancoraggi in classe A2 per limitare l'effetto pendolo.

Posso utilizzare un ancoraggio in classe A2 per fare triangolazioni ?
La triangolazione tra due A2 ne altera la direzione di tiro e quindi non è conforme. In questo caso nel momento in cui l'ancoraggio interviene la direzione di tiro non solo non è definibile ma cambia creando una sollecitazione affaticante per l'ancoraggio. Non è quindi ammesso utilizzare ancoraggi in classe A2 per effettuare le triangolazioni.

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FUNI

Quale è il carico di rottura della fune ?

Le prove di trazione mostrano che la fune di 8 mm a 19 fili in acciaio INOX AISI 316 ha un carico di rottura certificato di 4940 kg. Questo valore non tiene conto dell'intestatura della fune.

Come si può verificare che la fune non sia stata manomessa ?
Purtroppo per fare un'attenta verifica si devono raggiungere gli estremi di ancoraggio e ciò generalmente comporta l'utilizzo della fune stessa. Il bloccaggio delle parti oggetto di possibile svitamento viene effettuato con un frenafiletti; la rottura del film indica che il dispositivo è stato manomesso.

Quale è il carico massimo applicabile alla fune ?
La campagna di prove di trazione ha dimostrato che il fattore di intestatura delle linee in classe C della Linea795 è di circa il 10% del carico nominale a rottura della fune. Si può affermare che una fune INOX AISI 316 D8 19x1 sopporta in campo elastico fino a 4500 kg a trazione. Il diagramma che segue riporta un andamento tipico della fune intestata.

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I nuovi AQ-lock come si comportano
?
La nuova campagna prove effettuata sui terminali AQ-lock ha mostrato che non vi sono fenomeni di scorrimento fino al valore nominale di rottura della fune. L'esame dell'ogiva ha evidenziato un'impronta di scarsa rilevanza e il terminale anche dopo essere stato sottoposto ad un carico di trazione di oltre 5000 daN si riapre e può essere riutilizzato.

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LINEE IN CLASSE C

Quanti operatori possono accedere contemporaneamente su una linea in classe C della Linea795 ?

Il numero degli operatori dipende dal dimensionamento della linea. Nelle linee prodotte da Linea795 possono operare su tratte di 15 metri anche fino a 3 operatori contemporaneamente. Generalmente il calcolo mostra che il limite è connesso al sistema di ancoraggio dei supporti estremità. Infatti non sempre la struttura garantisce di potere sostenere le azioni di progetto. Si opta quindi, anche per ridurre i costi di installazione, per la predisposizione di linee che consentano al massimo la presenza contemporanea di due operatori.

Come mai su alcune linee viene inserito il componente IL ?
In molti casi, per garantire il corretto ancoraggio della linea è opportuno montare i pali in posizioni che non devono essere direttamente raggiungibili dall'operatore. Ciò si ottiene inserendo sulla linea il dispositivo di blocco IL che impedisce al gancio dell'operatore di percorrere una parte della linea. L'esperienza ha mostrato che questa soluzione è a vantaggio della sicurezza in quanto riduce le manovre che devono essere effettuate dall'operatore. Anche in questo caso è fondamentale la corretta informazione dell'operatore.

Perchè nella maggior parte dei casi si opta per il regime di caduta trattenuta ?
L'esperienza ci mostra che in moltissimi casi il bordo della falda è tagliente (canale di gronda, scossaline, fasce in lamiera) e che il tirante d'aria non è un dato assoluto e stabile nel tempo (tende da sole, stendipanni, macchine per il condizionamento). In caso di caduta la fune di trattenuta dell'operatore potrebbe tagliarsi o lo stesso potrebbe urtare in qualche nuovo ostacolo non previsto perchè non presente al momento dell'installazione. E' per questi motivi che si consiglia al progettista di prevedere un utilizzo dell'impianto in regime di caduta trattenuta.

Quale è il fattore di sicurezza da adottare sulle linee in classe C ?
La normativa prevede un fattore di sicurezza pari a 2. Sotto queste condizioni alcuni dei componenti delle linee, per evitare eccessivi sovradimensionamenti, operano in campo plastico: dopo una caduta è quindi obbligatorio effettuare una revisione straordinaria e sostituire i componenti che si sono eventualmente deformati plasticamente.

La norma UNI 795 ammette la deformazione dei componenti ?
La normativa ammette la deformazione dei componenti che in ultima analisi devono semplicemente resistere e trattenere l'operatore in caduta.

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EFFETTO PENDOLO

Come posso limitare l'effetto pendolo ?

Per limitare l'effetto pendolo si deve usare o una triangolazione mediante l'uso contemporaneo di due ancoraggi o si devono inserire dei punti di deviazione che, non essendo definibile la direzione di tiro, devono essere in classe A1.

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COLLAUDO E VERIFICHE

Come posso essere sicuro della tenuta dell'ancoraggio ?

Se sono rispettate le istruzioni per l'installazione che accompagnano il componente la tenuta è garantita dalle prove tipo effettuate dal produttore (es. i componenti della Linea795). In ogni caso è opportuno collaudare, in ogni installazione, almeno un ancoraggio per tipologia. Ciò viene effettuato mediante una prova applicando un carico di 500 kg per almeno 15 secondi.

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ELABORATO TECNICO DELLA COPERTURA

Cosa è l'elaborato tecnico della copertura ?

E' un documento previsto dalla normativa regionale della Toscana. Per maggiori informazioni clicca.

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MARCATURA E CARTELLONISTICA

E' obbligatoria la marcatura dei componenti ?

Il punto 6 della EN 795 richiede che i componenti siano marcati secondo la EN 365 e fornisce ulteriori prescrizioni per i componenti in classe C.

Ma cosa deve indicare la marcatura ?

Il punto 2.2 della EN 365 C richiede che il marchio di identificazione comprenda:
- le ultime due cifre dell'anno di costruzione;
- il nome, il marchio o un'altro identificativo;
- il numero di lotto o di serie del componente.

Ma la marcatura può essere effettuata con un cartellino adesivo ?
La risposta è negativa. I componenti devono essere marcati in modo chiaro, indelebile e permanente con una metodologia che non abbia effetti dannosi sul materiale (acciaioquattro effettua marcature laser).

Ma la marcatura sostituisce il cartello ?
La risposta è negativa. Il cartello contiene informazioni diverse da quelle della marcatura. Il cartello è fondamentale perchè contiene le informazioni sull'impianto ricordando che deve essere letto il fascicolo d'uso e manutenzione prima di utilizzare l'impianto. Il cartello deve essere posto in prossimità dell'accesso all'impianto, in posizione ben visibile ancora prima dell'accesso alla copertura e deve essere imputrescibile e indelebile.

Posso mettere il cartello sugli ancoraggi ?
La risposta è negativa. Il cartello contiene indicazioni e informazioni che sono propedeutiche all'utilizzo dell'impianto. Se le devo leggere sull'ancoraggio vuol dire che sto già utilizzando l'impianto senza avere prima acquisito le necessarie informazioni.

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CERTIFICAZIONE

Cosa è la certificazione ?

E' un documento riassuntivo che contiene tutte le informazioni relative all'impianto e ne dichiara la conformità alla norma UNI EN 795.

Chi emette la certificazione ?
La certificazione è un documento che deve essere consegnato al titolare dell'impianto (proprietario, legale rappresentante, ecc....) dal soggetto che ha installato e collaudato l'impianto.

Ma la certificazione deve essere predisposta dal costruttore dei componenti ?
Il costruttore accompagna ogni prodotto che commercializza con il documento previsti dai punti 7 e 8 della EN 795. Questi costituiscono la certificazione di prodotto che deve essere parte integrante della certificazione che dovrà essere predisposta dall'installatore dell'impianto.

Cosa è la certificazione dell'installazione ?
E' il documento finale emesso dall'installatore dell'impianto che dichiara che lo stesso è stato installato secondo le istruzioni del fabbricante e che i componenti utilizzati sono conformi alla norma EN 795 (allegando i certificati del costruttore) e che l'impianto è stato collaudato.

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 Ultimo aggiornamento 07 marzo 2010